| Busca ed il Concorso Musicale “Alpi Marittime” |
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CENNI STORICI SUI PRINCIPALI EDIFICI BUSCHESI DEL CENTRO STORICO:
A cura di Bruno Raspini
Il centro storico di Busca risente ancora, come molte altre città piemontesi, dell’assetto urbanistico medievale: periodo di cui si conservano tutt’oggi alcune presenze architettoniche. L’aspetto attuale tuttavia è quello assunto a cavallo tra i secoli XVII e XVIII; secoli d’oro per l’architettura piemontese che visse una vera e propria stagione di rinnovamento. Fino ai primi del ‘700 la superficie abitata si limitava solamente al territorio racchiuso nelle mura di cinta e a qualche piccolo podere sparso nelle campagne circostanti. Con il XVIII sec. iniziarono l’espansione extra-muraria della città e il rinnovo artistico architettonico di buona parte degli edifici che ancora oggi possiamo vedere. Abitazioni:il “primo benvenuto” nella città di Busca è stato dato per circa tre secoli dalla serie di palazzine barocche “ex-Spada Reale” situate nell’attuale piazza Savoia risalenti al primo ‘700 e di splendido gusto architettonico. Percorrendo via Umberto I si possono notare molti edifici barocchi risalenti a quella stagione di rinnovamento architettonico di cui sopra. Le abitazioni che si affacciavano su questa strada (all’epoca chiamata “Contrada Maestra”) appartenevano alle famiglie benestanti e nobili che spesso ornavano gli ingressi delle loro case con lo stemma araldico della propria famiglia. Buona parte degli stemmi nobiliari che ornavano molte delle facciate vennero asportati durante la dominazione napoleonica ma se ne conservano ancora alcuni come quello dei conti Grimaldi o, in una strada perpendicolare a questa, quello dei conti Bernardi di Monasterolo (di fronte alla chiesa della S.S.Annunziata). Molte case avevano all’ultimo piano una serie di finestre arcuate che venivano utilizzate come granaio; il grano infatti non veniva lasciato a lungo nei campi o nelle campagne ma veniva portato all’interno delle mura cittadine. La maggior parte delle case (anche quelle più povere) era decorata con immagini votive di cui oggi abbiamo solo più qualche sporadica testimonianza.
Ai lati interni dell’entrata sono ancora visibili le fessure che un tempo accoglievano i cardini del portone. Di particolare interesse artistico è la presenza nel fornice di piccoli residui di pitture, ad affresco, dove si riconoscono ancora figure umane dalla sinuosa linea di influenza francese, forse attribuibili ai pittori Biasacci (originari di Busca). Il dipinto di “facciata” a tema mariano, oggi quasi interamente scomparso ma ancora leggibile fino agli anni venti del XX sec., invece è di origine più recente (probabilmente ottocentesca).
…proseguendo diritto per circa duecento metri ci si imbatte nella:
…dopo un breve tratto ci imbattiamo nei:
Portici: di origine medievale, “percorrono” quasi tutta via Umberto I. La loro origine si fa risalire alla fine del XIII sec., quando ormai la cittadina cominciava ad essere un insediamento “pluri-secolare” e di tale periodo sono testimonianza i numerosi archi a sesto acuto ancora visibili. L’aspetto odierno dei portici si presenta fortemente compromesso, rispetto all’originale medievale, a causa delle molte “manipolazioni” subite soprattutto in età barocca. Le lastre di pietra di cui sono pavimentati vennero installate nel 1784.
…svoltando a sinistra ci si trova dinnanzi alla:
Terminata nel 1652 , la costruzione è opera di maestranze locali che la eressero sopra un castello del XIII sec di cui furono recuperati la torre (oggi alla base del campanile) e buona parte della mura (visibili da piazza A. Diaz). Il campanile della “S.S.Trinità” è praticamente da sempre il simbolo di Busca e dei buschesi, che affettuosamente lo chiamano in dialetto piemontese: “ ‘l ciochè ”. La facciata venne affrescata solamente nel 1854 (dopo la chiusura di una finestra serliana), poi riaffrescata nuovamente nel 1940 e restaurata nel 2000. L’interno presenta meravigliose decorazioni a stucco ascrivibili alle stesse maestranze attive nella decorazione del “Castello del Valentino” di Torino in epoca seicentesca e vicine alla cerchia dei Beltramelli nel secolo successivo. Le pitture dell’abside furono realizzate nel 1737 dal modenese Giuseppe Dalamano (con probabili interventi del torinese Milocco). Di grandissimo interesse sono gli stalli del coro (alla destra dell’altare maggiore) e il mobile della sacrestia (dalla parte opposta) opere rispettivamente di G.Rosso da Sospello e G.Placente i primi e del marsigliese F.Noratte il secondo. A lato del corpo centrale della chiesa sorge il santuarietto della “Madonnina”, contente l’icona della vergine con bambino (opera giovanile dei fratelli Biasacci, XV sec.) molto venerata dai buschesi e qui translata nel 1755.
…dietro la chiesa si arriva al:
Teatro Civico: un tempo chiesa dedicata a “S. Michele Arcangelo”, venne restaurata nel 1647 e trasformata in sede della (scomparsa) “Confraternita di S.Antonino” .Un tempo chiesa dedicata a “S. Michele Arcangelo”, venne restaurata nel 1647 e trasformata in sede della (scomparsa) “Confraternita di S.Antonino”. Qui si riunirono per quasi dieci anni i confratelli della S.S.Annunziata (di cui parleremo più avanti) mentre la loro chiesa veniva ricostruita. Durante la dominazione napoleonica la chiesa fu chiusa al culto e trasformata in teatro. Oggi l’edificio conserva traccia della struttura barocca nella bella finestra in facciata, in una iscrizione su una delle lesene laterali (datata 1767) e in alcuni resti delle decorazioni a stucco della volta presbiteriale ancora visibili sopra il palcoscenico.
Resti delle mura medievali:sulla sinistra del teatro sono ancora visibili tracce delle mura medievali che proprio nei pressi della chiesa di S.Michele Arcangelo presentavano un’apertura detta “Porta Pisterna”. Di notevole interesse è anche il muraglione settecentesco costruito per terminare la piazza retrostante la chiesa della S.S.Trinità che fino al XVIII sec. finiva a strapiombo sul prato sottostante.
…imboccando via Costanzo Rinaudo si giunge davanti al:
Municipio, già “Palazzo S.Martino”: eretto nella seconda metà del ‘700, si presenta pressoché intonso (rispetto all’assetto originario) nella facciata.Eretto nella seconda metà del ‘700 come abitazione di una famiglia nobile venne arricchito della torre di gusto neogotico sul finire del XIX sec. L’ingresso, a colonne ioniche che sostengono un portico ad archi ribassati, ospita un busto in marmo bianco di Carrara raffigurante re Vittorio Emanuele II e un busto più piccolo in bronzo che ritrae re Umberto I di Savoia, il quale alla fine del XIX sec. visitò la città di Busca. La galleria al primo piano fu decorata da B. Giuliano nel 1855 con storie mitologiche di Venere.
…svoltando a destra e proseguendo oltre via Umberto I ci imbattiamo nella:
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Gennaio 2012 23:30 |
Regolamento ed iscrizioni



La prima edizione 2008 ha suscitato grande interesse e vivacità e tutta la città di Busca ne è stata coinvolta. Le giornate del Concorso sono state caratterizzate dalla presenza gioiosa ed ordinata dei gruppi di studenti, che accompagnati dai ragazzi dello staff si spostavano tra le diverse locations previste per le esibizioni delle categorie concorsuali. A garantire l’efficienza dei servizi di supporto organizzativo si sono impegnate molte persone e associazioni. E' doveroso citare soprattutto:


