Busca ed il Concorso Musicale “Alpi Marittime” PDF Stampa E-mail
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Indice
Busca ed il concorso musicale
Breve guida storico artistica alla città di Busca
Porta S. Maria
Parrocchiale M.V.Assunta
Portici
Chiesa della “S.S. Trinità”
Teatro Civico
Municipio: Palazzo S.Martino
Chiesa della “S.S.Annunziata”

busca.pngLa prima edizione 2008 ha suscitato grande interesse e vivacità e tutta la città di Busca ne è stata coinvolta. Le giornate del Concorso sono state caratterizzate dalla presenza gioiosa ed ordinata dei gruppi di studenti, che accompagnati dai ragazzi dello staff si spostavano tra le diverse locations previste per le esibizioni delle categorie concorsuali. A garantire l’efficienza dei servizi di supporto organizzativo si sono impegnate molte persone e associazioni. E' doveroso citare soprattutto:

 

  • le associazioni dei commercianti, che hanno contribuito a rendere la città accogliente verso gli ospiti evidenziando nelle vetrine la significatività dell’evento e offrendo doni per la premiazione

  • le associazioni di volontariato che si sono prestate per servizi d’ordine e logistici;

  • numerose famiglie degli studenti buschesi, che si sono prodigate nella preparazione di tavoli per l’accoglienza, cibi e rinfreschi per gli ospiti al momento del loro arrivo;

  • i ragazzi e le ragazze dello staff, sempre pronti e disponibili ad affrontare con intelligenza ed entusiasmo le emergenze per rendere facile e sereno ogni momento della permanenza e dell'impegno degli ospiti.

 

CENNI STORICI SUI PRINCIPALI EDIFICI BUSCHESI DEL CENTRO STORICO:

a cura di Bruno Raspini
 
 

Il centro storico di Busca risente ancora, come molte altre città piemontesi, dell’assetto urbanistico medievale: periodo di cui si conservano tutt’oggi alcune presenze architettoniche. L’aspetto attuale tuttavia è quello assunto a cavallo tra i secoli XVII e XVIII; secoli d’oro per l’architettura piemontese che visse una vera e propria stagione di rinnovamento.

Fino ai primi del ‘700 la superficie abitata si limitava solamente al territorio racchiuso nelle mura di cinta e a qualche piccolo podere sparso nelle campagne circostanti.

Con il XVIII sec. iniziarono l’espansione extra-muraria della città e il rinnovo artistico architettonico di buona parte degli edifici che ancora oggi possiamo vedere.

 
 
Abitazioni:

il “primo benvenuto” nella città di Busca è stato dato per circa tre secoli dalla serie di palazzine barocche “ex-Spada Reale” situate nell’attuale piazza Savoia risalenti al primo ‘700 e di splendido gusto architettonico.

Percorrendo via Umberto I si possono notare molti edifici barocchi risalenti a quella stagione di rinnovamento architettonico di cui sopra. Le abitazioni che si affacciavano su questa strada (all’epoca chiamata “Contrada Maestra”) appartenevano alle famiglie benestanti e nobili che spesso ornavano gli ingressi delle loro case con lo stemma araldico della propria famiglia.

Buona parte degli stemmi nobiliari che ornavano molte delle facciate vennero asportati durante la dominazione napoleonica ma se ne conservano ancora alcuni come quello dei conti Grimaldi o, in una strada perpendicolare a questa, quello dei conti Bernardi di Monasterolo (di fronte alla chiesa della S.S.Annunziata).

Molte case avevano all’ultimo piano una serie di finestre arcuate che venivano utilizzate come granaio; il grano infatti non veniva lasciato a lungo nei campi o nelle campagne ma veniva portato all’interno delle mura cittadine.

La maggior parte delle case (anche quelle più povere) era decorata con immagini votive di cui oggi abbiamo solo più qualche sporadica testimonianza.

 

porta_santa maria.pngPorta S.Maria: costruita tra il XIV e il XV secolo si presenta al visitatore con un aspetto molto simile a quello originario seppur leggermente modificato dalle numerose vicende belliche che hanno interessato la città di Busca nei vari secoli. Molto interessante è, a tal proposito, la presenza di iscrizioni del XVII sec. (presenti alla base dell’arcata ogivale adiacente Casa Bargis) inneggianti a re Luigi XIV di Francia.

Ai lati interni dell’entrata sono ancora visibili le fessure che un tempo accoglievano i cardini del portone.

Di particolare interesse artistico è la presenza nel fornice di piccoli residui di pitture, ad affresco, dove si riconoscono ancora figure umane dalla sinuosa linea di influenza francese, forse attribuibili ai pittori Biasacci (originari di Busca).

Il dipinto di “facciata” a tema mariano, oggi quasi interamente scomparso ma ancora leggibile fino agli anni venti del XX sec., invece è di origine più recente (probabilmente ottocentesca).

 

 

…proseguendo diritto per circa duecento metri ci si imbatte nella:

 

parrocchia_maria_vergine_assunta_busca.pngParrocchiale M.V.Assunta: l'edificio, principiato nel 1717 e terminato nel 1729, sorge sui resti di una più antica chiesa parrocchiale del XIV sec. di cui si è conservato il solo campanile , oggi più basso della chiesa dopo l’abbattimento, nel 1742, della guglia pericolante (ancora visibile nella cartina del “Theatrum Sabaudiae Ducis” del 1682). Ancor oggi la costruzione, progettata dall’architetto e ingegnere monregalese Francesco Gallo, domina in altezza l’intera città. La facciata, interamente in cotto, è uno splendido esempio di barocco piemontese nella sua versione più “sobria”, tipica del Gallo, e non è stata mai terminata in quanto a decorazione del portone era previsto un portale in pietra mai realizzato. L'interno della chiesa presenta una grande luminosità, dovuta alla grande finestra di facciata e alle aperture laterali che permettono l’accesso di molta luce. L'occhio è immediatamente rapito dal presbiterio; affrescato tra il 1782 e il 1785 da Carlo Scotti che, nella scena dello sposalizio della vergine a destra dell’altare, si è autoritratto . Di fronte all’abside si eleva l’imponente altare realizzato in marmi piemontesi e progettato dall’architetto Luigi Barberis e a pochi metri da esso incontriamo l’elegante balaustra realizzata da Felice Gogi negli anni ’70 del XVIII sec. Di notevole interesse per i musicisti è senz’altro l’organo “fratelli Serassi”, riformato dalla bottega organaria “Vezzeggi-Bossi” nel XIX sec., che risulta essere l’organo più grande della diocesi di Saluzzo dopo quello della cattedrale del capoluogo diocesano. L’organo è attualmente in restauro. L’intervento più tardo è la decorazione pittorica di quasi tutta la chiesa (presbiterio escluso) che risale agli anni ’20 del secolo scorso.

 

…dopo un breve tratto ci imbattiamo nei:

 

Portici: di origine medievale, “percorrono” quasi tutta via Umberto I. La loro origine si fa risalire alla fine del XIII sec., quando ormai la cittadina cominciava ad essere un insediamento “pluri-secolare” e di tale periodo sono testimonianza i numerosi archi a sesto acuto ancora visibili. L’aspetto odierno dei portici si presenta fortemente compromesso, rispetto all’originale medievale, a causa delle molte “manipolazioni” subite soprattutto in età barocca. Le lastre di pietra di cui sono pavimentati vennero installate nel 1784.

 

 

…svoltando a sinistra ci si trova dinnanzi alla:

 

ss_trinita.pngChiesa della “S.S. Trinità” detta “La Rossa”: la prima chiesa che si incontra è la seicentesca confraternita della S.S.Trinità detta “La Rossa” dal colore dell’abito indossato, nelle processioni, dagli aderenti alla Compagnia che qui aveva sede.

Terminata nel 1652 , la costruzione è opera di maestranze locali che la eressero sopra un castello del XIII sec di cui furono recuperati la torre (oggi alla base del campanile) e buona parte della mura (visibili da piazza A. Diaz).

Il campanile della “S.S.Trinità” è praticamente da sempre il simbolo di Busca e dei buschesi, che affettuosamente lo chiamano in dialetto piemontese: “ ‘l ciochè ”.

La facciata venne affrescata solamente nel 1854 (dopo la chiusura di una finestra serliana), poi riaffrescata nuovamente nel 1940 e restaurata nel 2000.

L’interno presenta meravigliose decorazioni a stucco ascrivibili alle stesse maestranze attive nella decorazione del “Castello del Valentino” di Torino in epoca seicentesca e vicine alla cerchia dei Beltramelli nel secolo successivo.

Le pitture dell’abside furono realizzate nel 1737 dal modenese Giuseppe Dalamano (con probabili interventi del torinese Milocco).

Di grandissimo interesse sono gli stalli del coro (alla destra dell’altare maggiore) e il mobile della sacrestia (dalla parte opposta) opere rispettivamente di G.Rosso da Sospello e G.Placente i primi e del marsigliese F.Noratte il secondo.

A lato del corpo centrale della chiesa sorge il santuarietto della “Madonnina”, contente l’icona della vergine con bambino (opera giovanile dei fratelli Biasacci, XV sec.) molto venerata dai buschesi e qui translata nel 1755.

 

 

…dietro la chiesa si arriva al:

 

Teatro Civico: un tempo chiesa dedicata a “S. Michele Arcangelo”, venne restaurata nel 1647 e trasformata in sede della (scomparsa) “Confraternita di S.Antonino” .Un tempo chiesa dedicata a “S. Michele Arcangelo”, venne restaurata nel 1647 e trasformata in sede della (scomparsa) “Confraternita di S.Antonino”. Qui si riunirono per quasi dieci anni i confratelli della S.S.Annunziata (di cui parleremo più avanti) mentre la loro chiesa veniva ricostruita. Durante la dominazione napoleonica la chiesa fu chiusa al culto e trasformata in teatro.  Oggi l’edificio conserva traccia della struttura barocca nella bella finestra in facciata, in una iscrizione su una delle lesene laterali (datata 1767) e in alcuni resti delle decorazioni a stucco della volta presbiteriale ancora visibili sopra il palcoscenico.

 

Resti delle mura medievali:

sulla sinistra del teatro sono ancora visibili tracce delle mura medievali che proprio nei pressi della chiesa di S.Michele Arcangelo presentavano un’apertura detta “Porta Pisterna”. Di notevole interesse è anche il muraglione settecentesco costruito per terminare la piazza retrostante la chiesa della S.S.Trinità che fino al XVIII sec. finiva a strapiombo sul prato sottostante.

 

…imboccando via Costanzo Rinaudo si giunge davanti al:

 

Municipio, già “Palazzo S.Martino”: eretto nella seconda metà del ‘700, si presenta pressoché intonso (rispetto all’assetto originario) nella facciata.Eretto nella seconda metà del ‘700 come abitazione di una famiglia nobile venne arricchito della torre di gusto neogotico sul finire del XIX sec.  L’ingresso, a colonne ioniche che sostengono un portico ad archi ribassati, ospita un busto in marmo bianco di Carrara raffigurante re Vittorio Emanuele II e un busto più piccolo in bronzo che ritrae re Umberto I di Savoia, il quale alla fine del XIX sec. visitò la città di Busca. La galleria al primo piano fu decorata da B. Giuliano nel 1855 con storie mitologiche di Venere.

 

 

…svoltando a destra e proseguendo oltre via Umberto I ci imbattiamo nella:

 

ss_annunziata.pngChiesa della “S.S.Annunziata” detta “La Bianca”: anch’essa eretta sopra precedenti edifici, fu ricostruita ben tre volte. La chiesa più antica fu costruita nel 1330 per poi essere rifatta nel ‘500. Fu sede della prima Confraternita buschese : la Confraternita della S.S.Annunziata, anche detta “dei confratelli del saio bianco”; nome dovuto al colore della veste indossata dai membri dell’associazione. Nel 1580 a causa di conflitti interni alla Confraternita, dovuti al monopolio della vita politica della città, avvenne la scissione con un gruppo di membri che fondò la Confraternita dei “rossi” (di cui sopra). Nel XVIII sec., a causa di una crepa nel soffitto, la chiesa-oratorio venne abbattuta e venne commissionato il progetto del nuovo edificio all’architetto e ingegnere Francesco Gallo di Mondovì (già attivo nel cantiere della Parrocchiale). L'attuale chiesa fu realizzata fra il 1728 e il 1736. Lo stesso anno della fine dei lavori di erezione cominciava la decorazione pittorica realizzata dal modenese Giuseppe Dallamano tra il 1736 e il 1747.  Considerata un “gioiello” del barocco piemontese contiene molti dipinti di notevole interesse artistico (soprattutto un’enorme tela seicentesca con i santi francescani conservata nella sacrestia attribuita al maestro di Crissolo), mobili pregiati e un organo-orchestra “Fratelli Vittino” del XIX sec. che si è “salvato” dalla riforma di Pio X.  Molto suggestiva è la cappella delle donne, dove sono visibili sinopie di affreschi mai portati a termine dal pittore Ciriaco Bernardi, che cadendo dagli spalti mentre dipingeva, morì. Il campanile è opera del saviglianese Bartolomeo Ricca.

Ultimo aggiornamento Domenica 19 Gennaio 2014 18:08